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Qual è lo stile comunicativo della tua azienda?

Sul sito web aziendale, sugli striscioni pubblicitari appesi in occasione delle manifestazioni sportive, sui propri social network, sui propri biglietti da visita, sui propri roll up: su tutti questi diversi supporti o canali la tua azienda “comunica”. E lo fa ovviamente in modo diverso, seguendo le regole di quello o di quell’altro mondo.

Scrivere un post per LinkedIn è diverso dal creare il contenuto per uno striscione pubblicitario, e su un manifesto promozionale non si può di certo inserire tutto quello è che è stato fatto per il sito web. Eppure.. eppure lo stile comunicativo dovrebbe essere lo stesso.

Sì, perché la comunicazione di un’azienda deve essere coerente per essere davvero efficace. Altrimenti il pubblico si troverebbe ad ascoltare più voci per lo stesso brand, con un effetto dissonante tutt’altro che piacevole produttivo. Dunque: qual è lo stile comunicativo della tua azienda?

Stile comunicativo e tone of voice

Chi si è già interessato alla comunicazione di un brand si sarà già imbattuto, probabilmente, nel concetto di tone of voice, e quindi del “tono di voce” di un marchio. Che differenza c’è tra stile e tono? Ebbene, il tono è il modo in cui l’azienda interpreta lo stile che ha scelto.

Da questo punto di vista, quindi, lo stile comunicativo viene prima del tono di voce. Lo stile di comunicazione di un’azienda è formato da una lista di scelte formali abbastanza precise, le quali anzi potrebbero essere riassunte in un documento piuttosto preciso. Si tratta di elementi formali che vengono adottati all’inizio e che tali dovrebbero rimanere nel tempo, per assicurare coerenza e riconoscibilità al marchio.

Il tono di voce non ha a che fare direttamente con gli elementi formali, quanto invece con le emozioni. Potremmo quindi guardare allo stile come a una scelta d’abbigliamento – un vestito elegante piuttosto che outfit casual – e il tone of voice come al modo in cui quello stesso abbigliamento viene portato, e quindi valorizzato. Lo stile di un’azienda, da questo punto di vista, può essere molto simile a quello di un’altra del medesimo settore: a cambiare dovrà per forza essere il tono di voce.

Esempi di stile comunicativo

Lo stile comunicativo di un’azienda è formato dalle parole e dalle immagini usate. Pensa per esempio allo stile di un giornale: chi legge quotidianamente il Corriere della Sera non avrà problemi a distinguere subito un pezzo del suo giornale preferito da quello de Il Sole 24 Ore o di Libero, testate che seguono stili molto differenti.

Ma come è composto effettivamente uno stile di comunicazione aziendale? Pensiamo a quello più classico, adottato da decenni da tante aziende di diversi settori, definito come stile istituzionale. Si parla di uno stile piano, chiaro e piuttosto diretto (ma non troppo), in cui i testi sono semplici, composti da frasi brevi, con poche subordinate.

A livello grafico la comunicazione che segue lo stile istituzionale è pulita, non eccessivamente elaborata, ed evita i colori troppo accesi o particolarmente caldi, mantenendosi invece sul bianco, sul grigio e sui toni del blu.

Altre aziende – pensiamo per esempio alle startup, o a quelle che si rivolgono in modo esclusivo ai giovani – scelgono invece uno stile per l’appunto più giovane, più dinamico, più diretto, dove per esempio cambiano i colori. Altri brand ancora, rivolgendosi a un determinato tipo di pubblico e volendosi presentare come esclusivi, optano per uno stile aulico, più astratto, più evocativo.

Qual è lo stile comunicativo giusto per la tua azienda?

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